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18 janvier Pensare fa male forsePensare fa male forse
Allora, dicevamo la società di oggi è arrivata a un punto in cui secondo le nostre ultime opinioni, la nostra capacità di ribellarci, di far sapere allo stato, al governo cosa non va bene è ridotta al minimo; non abbiamo più peso politico purtroppo. La legge ci consente di raccogliere firme, scioperare e noi ci prendiamo il diritto di autogestire, occupare, manifestare. Ma tutte queste cose sono ormai entrate nella routine di ogni giorno. Ormai gli effetti si sono rovesciati: per assurdo genera più scalpore un periodo intero per uno studente senza aver fatto una sola assenza per un qualsiasi motivo, (vedi andare a manifestare) (e vedi richi) che uno studente o un gruppo che si reca a Firenze per far valere la propria opinione. Perché non solo questi gesti sono ormai routine (e la gente di Firenze è abituata a vedere un branco di buoni-a-nulla fannulloni-forcaioli-cannati-drogati girare per le strade della città con striscioni), ma siamo anche noi che abbiamo tolto il significato a questi eventi, siamo noi che ci andiamo principalmente per perdere un giorno di scuola o per divertirsi. Il problema è che come dice il nostro libro di storia con la società di massa noi ci sottovalutiamo, non siamo più coscenti della nostra forza individuale, o meglio ognuno di noi è statico, trova facili scuse per sostenere il suo menefreghismo: “chi sono io per far cambiare questo mondo?” “come posso fare qualcosa se mentre io avanzo passettino passettino avanti sulla mia strada per la conquista di qualcosa di migliore i potenti creano qualcosa di più brutto ancora?” E in mezzo a questi pensieri ci scordiamo la via più semplice, la più immediata: L’azione.
Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere. [George Orwell, 1984, Scrivendo dei prolet]
Ma tralasciamo queste digressioni inutili e concentriamoci sulla mia geniale intuizione: dicevamo che la società si è evoluta, diventando sempre più indipendente e lasciando sempre meno potere di protesta ai singoli: solo un grande intervento di massa sarebbe un segno tangibile della rivolta, ma questo non avverrà poiché l’atarassia e l’ozio dell’umano medio non sarà mai svegliato dagli astuti intrighi politici pronunciati sottovoce; a meno che i politici non commettano un errore tanto grande da scuotere il mondo intero, ma questo non avverrà: sono troppo astuti. Ma la società sviluppandosi si è resa si meno dipendente dall’individuo, ma necessariamente ha trovao appoggio in altri campi, per potersi sostenere e riflettendo qual è il settore che trova l’utilizzo maggiore in qualsiasi cosa un uomo possa immaginare nella società moderna? SI! La tecnologia, proprio lei la grande amica dell’uomo. Questa ha i suoi pregi, La macchina non può sbagliare, ma il suo programmatore si, e dove passa un programmatore ce ne possono passare 2. O molti di più. La risposta è quindi, prendendo spunto da un famoso e apprezzato libro:
“Se c’è una speranza, questa risiede tra gli Hacker. o meglio, Cracker." (http://it.wikipedia.org/wiki/Hacker)
“In ambito informatico il termine inglese cracker indica colui che entra abusivamente in sistemi altrui allo scopo di danneggiarli (cracking), lasciare un segno del proprio passaggio, utilizzarli come teste di ponte per altri attacchi oppure per sfruttare la loro capacità di calcolo o l'ampiezza di banda di rete.” Quindi i Cracker o gli hacker che dir si voglia (le competenze sono le stesse, cambiano i fini) se di buon livello hanno il potere di far saltare molte istituzioni, causando disagi immensi. Famosi sono alcuni esempi: tra i più recenti la chiusura del blog di fioroni, poiché tempestato da più hacker di materiale pornografico. Nascono perà nuovi problemi, che ancora sono da risolvere sia a livello teorico e pratico: queste persone detengono un potere enorme tra le loro mani, ma questo potere non è condiviso, ma solo nelle mani di pochi e questo è inaccettabile per una forma di protesta di massa come dovrebbe essere; trovato il modo, adesso dobbiamo gestirlo. Oltretutto l’hackeraggio e il danneggiamento informatico sono reati puniti dalla legge e anche questo non è eticamente il massimo per gli scopi preposti, anche se fino ad oggi siamo andati avanti occupando scuole e quindi illegalmente.
Per ora sono arrivato fin qui spero che mi perdonerete la grafia inesatta e la grammatica imprecisa ma l’ora è tarda e devo andare a letto. Spero di approfondire parlandone con voi. Commentaires (2)Pour ajouter un commentaire, connectez-vous avec votre identifiant Windows Live ID (si vous utilisez Messenger ou Xbox LIVE, vous avez un identifiant Windows Live ID). Connectez-vous Vous n'avez pas d'identifiant Windows Live ID ? Inscrivez-vous
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